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Uganda


Membro ICO: codice n°35 (gruppo Robusta)

Specie botaniche: 10% Arabica 90% Robusta

Sacchi: da 60 kg in juta (tara 1 kg)

Fioritura: principalmente da ottobre a novembre

Raccolto: principalmente da novembre a febbraio

Metodo di raccolta: picking manuale

Esportazione: si concentra maggiormante da novembre ad aprile

Porti d'imbarco: Mombasa (Kenya) e Dar Es Salaam (Tanzania)

Produzione: 3 milioni di sacchi


Il caffè in Uganda è il prodotto agricolo più importante e rappresenta il 95% delle esportazioni totali; da esso dipende la vita di 2,800,000 di persone. La coltivazione avviene all’ombra di banani e altri alberi da frutto (metodo di coltivazione per questo conosciuto come African garden, “giardino africano”) prevalentemente in piccoli terreni di uno o due ettari al massimo. La qualità coltivata è in larga parte Robusta, qualità che da secoli cresce spontaneamente nel paese e che venne ritrovata intorno al 1860 nelle zone montuose adiacenti il confine del Kenya intorno al lago Victoria. La qualità Arabica (typica e kent) venne invece introdotta dal Malawi agli inizi del 1900 e , pur essendo una qualità molto apprezzata e ricercata, costituisce solo il 10% della produzione totale. Attualmente l’Uganda è il secondo produttore africano dopo l’Etiopia e il nono a livello mondiale.

La posizione geografica di questo paese, incastonato nell’Africa centro-orientale senza alcuno sbocco sul mare, lo costringe a dover mantenere buoni rapporti con i paesi confinanti, in particolare Kenya e Tanzania, dai cui porti dipende per l’esportazione dei prodotti. Un tempo questo influiva negativamente sulla qualità del prodotto,il cui trasferimento ai porti di Mombasa in Kenya e Dar Es Salaam in Tanzania subiva diversi intoppi prima di giungere a destinazione, ma in tempi recenti, col raggiungimento di una certa stabilità politica dell’Africa orientale e l’ammodernamento delle infrastrutture, il tutto avviene in tempi molto più rapidi e sicuri.

CAFFE’ E POLITICA

Fino al 1990 l’esportazione di caffè era monopolizzata dall’organizzazione statale Coffee Marketing Board (CMD), poi, dal 1991, come molti paesi dell’Africa orientale, anche l’Uganda decise di liberalizzare il mercato del caffè in modo da incrementare il volume degli affari e migliorare la qualità del prodotto. Venne così creato l’UCDA (Uganda Coffee Development Authority) per regolamentare e supervisionare il mercato nonché per curare le relazioni con i porti d’imbarco. L’esportazione invece passò nelle mani di cooperative e compagnie private, libere di trattare con chi desideravano.

Queste le novità più importanti introdotte:

  • Deregolamentazione del trasporto e abolizione delle tasse di esportazione

  • Kampala , capitale del paese, riconosciuta come porto interno per quotazioni FOT

  • Semplificazione nell’ottenimento delle licenze di esportazione

Qualità di questa regione